L’effetto dei pneumatici più grandi sulla tua auto

È opinione diffusa che più le gomme sono larghe più alta è la tenuta di strada che offrono.
La fisica ci dice però qualcosa di diverso: l’aderenza di un pneumatico è data dalla formula A=MxC, dove M è il peso che grava su di esso e C è il coefficiente di aderenza del fondo stradale.
La larghezza di una gomma incide solo sulla sua vita utile: per reggere le alte prestazioni dei veicoli attuali si utilizzano mescole di gomma piuttosto morbida che tendono ad usurarsi molto rapidamente. Aumentando la sezione del pneumatico, il carico di forze a cui è sottoposto si distribuisce su una superficie più ampia e la gomma si deteriora in tempi più lunghi. Non solo: gli pneumatici più larghi, avendo un’impronta a terra maggiore, sono più soggetti al galleggiamento sull’acqua e quindi all’aquaplaning.
Per lo stesso motivo sono sconsigliati su neve, sabbia e fondi scivolosi dato che rendono l’auto ancora più difficile da controllare.

Tenuta della strada

Se le nostre auto consumano tanto è quindi colpa dell’attrito. Ma se non ci fosse, ci sarebbero altri problemi, molto più gravi di quelli legati al bilancio famigliare. Quando infatti l’attrito tra pneumatico e fondo stradale scende troppo, per esempio su neve, ghiaccio, o semplicemente quando piove, iniziano i guai. Quando si guida su un fondo a basso coefficiente e si vuole frenare o cambiare direzione, si applicano sul pneumatico forze che superano i valori di aderenza e il veicolo diventa ingovernabile.